Titolo: L'uomo che rubava la morte
Casa Editrice: Edizioni Piemme
Genere: Thriller

Mentre si aggira per le sale di un museo di Hong Kong, la celebre fotografa americana Jordan Glass si accorge a disagio di attirare gli sguardi di tutti i presenti.
E quando scopre il motivo di tanta curiosità, il disagio non può che diventare paura. Tra i quadri di una collezione chiamata Nudi di donne a riposo, Jordan vede raffigurata se stessa.
O meglio, sua sorella gemella Jane, scomparsa nel nulla un anno prima. Ancora più inquietante è il sospetto che l'anonimo artista abbia ritratto non donne addormentate, ma morte.
Tornata in America, Jordan riesce a far riaprire il caso e inizia a collaborare con l'FBI.
Le ricerche conducono a New Orleans, città dove Jordan è nata e dalla quale sono scomparse molte delle donne dei quadri. Più le indagini proseguono, più appare evidente che il misterioso artista conosce particolari della vita di Jordan che lei stessa aveva cancellato dalla memoria.
E la caccia all'assassino si trasforma in un viaggio a ritroso nel tempo che la costringerà a fare i conti con il suo passato e con pesanti verità che non ha mai avuto il coraggio di affrontare...
Secondo romanzo di Greg Iles.
La storia non è complessa a volte poco avvincente; la scrittura di Iles non attira, anzi le palpebre calano, perchè il movimento,l'azione dei personaggi non viene espressa sufficientemente bene da destare particolare interesse.
Insomma con lentezza veniamo trascinati nel racconto, dopo nemmeno tre, quattro capitoli il lettore capisce già chi è l'artista di questi quadri di nudi femminili (anche se i personaggi arrivano alla stessa conclusione nelle ultime pagine del libro e solo perchè, l'artista, furbo come un ameba, decide di rapire Jordan)
e quindi manca solo di capire il motivo che ha indotto quest'uomo ha fare ciò che ha fatto, anche se questo viene detto dalla stessa protagonista a metà del libro, perciò...
La parte più elettrizzante si ha nell'ultima parte dove Jordan viene rapita da sotto il naso dell'FBI e portata nella casa dell'artista.
Non è un capolavoro, i collegamenti si fanno a intuito e a esclusione dei sospettati, che per di più sono quattro, manca energia e una scrittura scorrevole ed avvincente che tenga con il fiato sospeso il lettore e che lo induca a continuare la lettura.
Non è il massimo ma si riesce a leggerlo con un pò di volontà.
Voto: 3.5
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